Funzionario 57enne in terapia intensiva: fermato chi doveva essere espulso

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Due aggressioni a Roma e un omicidio a Bologna riaccendono il dibattito sulla sicurezza (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Una brutale aggressione a Roma e un omicidio a Bologna hanno acceso il dibattito sulla sicurezza in Italia. In entrambi i casi, i responsabili avevano precedenti penali o decreti di espulsione non eseguiti - una situazione che scatena critiche all'opposizione contro il governo Meloni, proprio mentre la premier aveva accusato i magistrati di "mettere a repentaglio la sicurezza".

Sabato sera, intorno alle 22:15, un funzionario 57enne del ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato aggredito da un gruppo di 7-8 persone nei pressi della stazione Termini. L'uomo ha riportato traumi e fratture multiple al volto ed è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Umberto I con prognosi riservata.

La polizia ha arrestato due sospetti: un 20enne tunisino e un 18enne egiziano, entrambi con precedenti penali. Il giovane egiziano risulta irregolare e destinatario di un decreto di espulsione emesso all'inizio di gennaio - mai eseguito. Circa un'ora dopo, sempre nei pressi di Termini, un rider 23enne di origine tunisina è stato aggredito da un altro gruppo. Le sue condizioni non sono gravi.

A Bologna, il capotreno Alessandro Ambrosio è stato ucciso a coltellate il 5 gennaio da Marin Jelenic, 36enne croato senzatetto. Il punto critico: Jelenic aveva ricevuto un foglio di via dal prefetto di Milano il 23 dicembre, con dieci giorni di tempo per lasciare il paese. Scaduta la deadline, avrebbe dovuto essere arrestato e rimpatriato con la forza. Invece era ancora a Bologna quando ha commesso l'omicidio.

Critiche dell'opposizione

«L'Italia è un paese insicuro, gli ultimi episodi avvenuti alla stazione Termini di Roma lasciano senza parole», ha dichiarato Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato. «È chiaro che qualcosa non sta funzionando: tutti i fermati hanno precedenti o decreti di espulsione sulle spalle, sarebbero dovuti stare in carcere o fuori dal territorio nazionale. Meloni riporti in Italia gli agenti che ancora si trovano inutilmente in Albania, perché la retorica e la faccia feroce non bastano», ha aggiunto Paita.

Anche Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha criticato il governo per le promesse sulla sicurezza non mantenute, denunciando un "far west a Roma, nei pressi della stazione Termini" con un rider ferito e un 57enne in terapia intensiva.

La difesa del governo

La deputata di Fratelli d'Italia Cristina Almici ha difeso la linea del governo Meloni. «Chi aggredisce in branco, chi picchia senza motivo, chi semina paura nello spazio pubblico non è un soggetto da giustificare: è un soggetto pericoloso», ha affermato all'AGI. Almici ha sottolineato: «Chi non è in regola e delinque, chi usa violenza gratuita, deve essere rimpatriato. Le espulsioni vanno eseguite, non archiviate.»

Il contrasto politico si acuisce perché Meloni aveva dichiarato alla conferenza stampa di fine anno che «le decisioni dei magistrati» «vanificare il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento», accusandoli di «mettere a repentaglio la sicurezza». Ora l'opposizione rileva che i decreti di espulsione non eseguiti erano provvedimenti governativi, non decisioni dei magistrati.

Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha sottolineato «l'immediata ed efficace reazione delle forze dell'ordine» che ha portato al fermo di quattro persone gravemente indiziate per il ferimento del cittadino italiano e di due presunti autori dell'aggressione al rider. Le indagini proseguono per individuare altri responsabili. Giannini ha aggiunto che «prosegue senza sosta l'attività di controllo sulla stazione Termini».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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