4 milioni di views per il no di Barbero, i Sì lo sfidano a dibattito pubblico

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I sostenitori del "Sì" lanciano una controffensiva contro Barbero sul referendum Nordio (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

I sostenitori del "Sì" al referendum sulla riforma Nordio hanno lanciato una controffensiva contro lo storico Alessandro Barbero, dopo che quest'ultimo ha annunciato il suo "no" alla consultazione. La reazione include video online e sfide pubbliche a dibattito, con l'accusa di "errori" storici e giuridici nella lettura della riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e della separazione delle carriere.

Il video di Barbero, ex professore di Storia Medievale e volto televisivo di La7, ha ottenuto quattro milioni di visualizzazioni in un solo giorno sui social media. Nel filmato, pubblicato dal Comitato Anm "GiustodireNo", lo storico ha argomentato: «Il Csm viene indebolito. Perché sdoppiato e con al di sopra un altro organo con funzione disciplinare. E perché i membri togati saranno tirati a sorte». Barbero ha anche tracciato un parallelo con il fascismo, sostenendo che la riforma renderebbe i cittadini insicuri se giudici e pubblici ministeri prendessero ordini dal governo.

La risposta dei fautori del "Sì" è stata immediata. Due video lanciati online hanno evidenziato quelle che definiscono imprecisioni nelle argomentazioni di Barbero: «Caro professor Barbero, lei è uno studioso che stavolta non ha studiato». Giuseppe Benedetto, responsabile del comitato "Si Separa", ha criticato lo storico per aver confuso il governo con il Parlamento e ha chiesto: «Ma dove ha letto che giudici e pm saranno sottoposti al governo? Nella riforma non c'è».

La sfida pubblica di Di Pietro

Antonio Di Pietro ha lanciato sul Corriere una sfida aperta a Barbero: «Confrontiamoci in pubblico e gli dimostro che stavolta non ha letto la storia, né la riforma. Il fascismo non voleva le carriere separate, ma le ha unite per controllarle meglio. Questa riforma elimina la stortura fascista, non la introduce. E per uno storico falsificare i fatti è più grave che per un magistrato».

Nicolò Zanon, ex giudice della Consulta a capo del comitato "Sì Riforma", ha difeso la proposta sostenendo che due CSM rappresenterebbero una doppia garanzia: «Due Csm sono una doppia garanzia per giudici e pm. E avere un organo autonomo, in cui i magistrati sono ampia maggioranza, che amministrerà la loro vita professionale, li terrà ben lontani dalle grinfie del governo».

Nordio ha reagito alle interpretazioni storiche di Barbero con una battuta: «Tutti gli storici hanno interpretazioni eccentriche».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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