La Corte dei conti ha lanciato un nuovo allarme su una bozza di decreto infrastrutture che prevede la nomina dell'amministratore delegato della Società Stretto di Messina come commissario straordinario del Governo per il progetto del Ponte sullo Stretto. L'associazione che rappresenta i magistrati contabili esprime «forte preoccupazione», temendo che il provvedimento possa aggirare i rilievi di illegittimità già sollevati dalla Corte e svuotare di contenuto i controlli di legittimità.
Il commissario proposto avrebbe il compito di «coordinare la sottoposizione al controllo di legittimità della Corte dei conti dell'accordo di programma» e di «coordinare l'attività istruttoria propedeutica all'adozione di una nuova delibera del Cipess». Secondo i magistrati contabili, il decreto «svuoterebbe di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei conti» e «introdurrebbe un ulteriore scudo per escludere la responsabilità per colpa grave anche in caso di danni alle finanze pubbliche».
Il precedente di ottobre
La controversia si inserisce in un conflitto già aperto. Lo scorso ottobre la Corte dei conti aveva già bocciato una delibera governativa sul progetto del Ponte sullo Stretto. I critici vedono il nuovo decreto come un tentativo di «sbloccare il progetto del Ponte sullo Stretto aggirando i rilievi di illegittimità già sollevati dalla Corte».
Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e Lipu hanno difeso pubblicamente la magistratura contabile, affermando che il decreto «delimiterà il controllo di legittimità della Corte stessa alla sola delibera Cipess e non agli atti collegati». Angelo Bonelli, portavoce di Avs, ha commentato: «In questo modo si arriva a commissariare la Corte dei conti».
La replica di Salvini
Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha respinto le critiche con forza. «È incredibile come qualcuno contesti contenuti di un decreto senza che il decreto ancora esista», ha dichiarato. Salvini ha confermato che porterà il testo al Consiglio dei ministri, ma ha precisato che «[...] ancora non c'è un testo definito».
Il ministro ha difeso l'intenzione del governo di «agire nel massimo della trasparenza e replicare ai rilievi della Corte dei conti». Ha poi aggiunto che il fatto che i magistrati contestino ancora prima che esista un testo definitivo gli fa venire «[...] il dubbio che qualcuno pregiudizialmente e per pregiudizi politici non voglia il Ponte». Salvini ha sottolineato di non avere «[...] interessi diretti o indiretti [...]» nel progetto.
La posizione del governo
Il viceministro Edoardo Rixi ha evidenziato che «il Mit ha sempre mantenuto un atteggiamento di piena apertura e dialogo istituzionale». Rixi ha criticato chi interviene «[...] nel dibattito pubblico con valutazioni che sembrano più politiche che giuridiche» prima ancora di esaminare i testi definitivi.
«Serve maggiore senso di responsabilità da parte di chi è chiamato a svolgere funzioni di controllo, evitando di alimentare tensioni che non giovano né alle istituzioni né al Paese», ha affermato il viceministro. Ha concluso sottolineando che «le grandi opere strategiche richiedono regole chiare, controlli efficaci e responsabilità definite, ma anche un sistema amministrativo che non si trasformi in un fattore di blocco».
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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