Parlamento diviso sui 90 miliardi per l'Ucraina - FdI e PD votano sì, M5S e Lega no

2 godzin temu
Le delegazioni italiane si dividono sul prestito da 90 miliardi per l'Ucraina (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Le delegazioni italiane al Parlamento europeo si sono divise sul prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, approvato oggi a Strasburgo. Fratelli d'Italia, Partito democratico e Forza Italia hanno votato a favore, mentre Movimento 5 stelle, Lega e Roberto Vannacci hanno votato contro. Alleanza Verdi Sinistra si è astenuta.

Parallelamente a Roma, la Camera ha avviato le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia relativa al decreto Ucraina. Il voto ha fatto emergere forti tensioni politiche, con critiche rivolte al gruppo di Vannacci per un presunto comportamento contraddittorio.

Il Partito democratico ha annunciato di non votare la fiducia sul decreto. Il deputato Piero Fassino ha spiegato: «Il Pd non votera' la questione di fiducia perche' consideriamo del tutto strumentale l'apposizione della fiducia su questo decreto.» Tuttavia, il PD ha confermato il voto favorevole all'invio di aiuti militari e umanitari all'Ucraina.

La posizione del PD su pace e Russia

Fassino ha criticato duramente gli emendamenti presentati dal partito di Vannacci: «Gli emendamenti presentati dai deputati del neo costituito partito del generale Vannacci metterebbero in ginocchio Kiev. Fra pochi giorni saranno quattro anni dall'invasione dell'Ucraina, Putin persegue una pace fondata su una vittoria militare e sull'umiliazione degli ucraini.»

Il deputato ha definito i criteri per una pace giusta: «Pace giusta significa liberazione di tutti i prigionieri e garantire a Kiev di poter scegliere il proprio destino e le proprie alleanze. Pace giusta significa condurre rapidamente in porto la piena adesione dell'Ucraina all'Unione Europea.»

Critiche al voto di Futuro Nazionale

Il capogruppo della Lega Riccardo Molinari ha attaccato il comportamento di Futuro Nazionale, che ha votato sì alla fiducia ma no al provvedimento. «Apprendiamo che si intende fondare un partito contro il governo di centrodestra perche' accusato di sostenere l'Ucraina, salvo, alla prima prova parlamentare, votare la fiducia allo stesso governo per cui si e' detto fosse necessario un nuovo partito, proprio sull'invio di aiuti all'Ucraina. Piu' che davanti al futurismo marinettiano annunciato, siamo davanti al trasformismo giolittiano certificato», ha dichiarato Molinari.

Anche Marco Rizzo di Democrazia Sovrana e Popolare ha criticato la scelta: «Siamo alle comiche. E' tutta una finzione, un pessimo spettacolo. Se si dice, giustamente, di essere contro l'invio delle armi in Ucraina, quando il governo mette su questo tema la fiducia, si vota contro, cosa che non fanno i suoi tre deputati, che votano addirittura a favore.»

Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico ha spiegato le differenze procedurali tra Camera e Senato: «Il giochino di votare SI' alla fiducia e NO al provvedimento [...] Vannacci e i suoi lo possono fare solo alla Camera.» Ha precisato che al Senato «la votazione e' unica» e «con un solo voto, esprimi il tuo parere sul provvedimento E sulla fiducia al governo».

La maggioranza rivendica compattezza

Fratelli d'Italia ha ribadito il sostegno al decreto. Il deputato Giangiacomo Calovini ha dichiarato: «L'Italia in questi tre anni di guida Meloni ha assunto una postura internazionale riconosciuta da tutti per aver anteposto all'ideologia una visione della politica estera pragmatica e realista. Il sostegno all'Ucraina e' una decisione politica fondata sulla consapevolezza che l'alternativa non e' tra guerra e pace ma tra un ordine internazionale regolato e un sistema fondato sull'arbitrio dei piu' forti.»

Isabella De Monte di Forza Italia ha sottolineato: «La maggioranza e' solida anche senza i voti di Vannacci. Sui contenuti, il si' al rifinanziamento del sostegno all'Ucraina crea un fossato con le idee di Futuro Nazionale.»

Le novità del decreto

Il decreto contiene due nuove disposizioni significative. La prima garantisce continuità nei percorsi di lavoro e studio per i cittadini ucraini già presenti in Italia prima dell'invasione. La seconda riguarda la sicurezza dei giornalisti freelance inviati in zone di guerra: chi affida l'incarico deve garantire formazione sulla sicurezza e adeguata copertura assicurativa.

La deputata di Forza Italia Patrizia Marrocco ha spiegato: «Dal 24 febbraio 2022, data che ha riportato la guerra di aggressione nel cuore dell'Europa, l'Italia ha compiuto una scelta netta e l'ha mantenuta: sostenere l'Ucraina, Paese invaso. Questo significa difendere un principio fondamentale del diritto internazionale, cioe' che i confini non si cambiano con la forza.»

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

Idź do oryginalnego materiału