Il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un attacco diretto contro Donald Trump durante il suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Macron ha accusato il presidente americano di perseguire un "nuovo imperialismo" e un "nuovo colonialismo", chiedendo all'Unione Europea di diventare "molto più forte e più autonoma" per difendere i propri interessi. Le critiche si concentrano in particolare sulle tariffe statunitensi e sulla questione della Groenlandia.
All'inizio del suo discorso, l'inquilino dell'Eliseo ha fatto ricorso all'ironia. «È un periodo di pace, stabilità e prevedibilità», ha dichiarato sarcasticamente, provocando le risate dei presenti. Subito dopo ha cambiato tono: «Nel 2024 ci sono state più di 60 guerre, un record assoluto.» Ha poi aggiunto, con un'allusione alle ripetute affermazioni di Trump di aver risolto numerosi conflitti: «Anche se capisco che alcune sono già state risolte.»
Le accuse di imperialismo
Macron non ha usato mezzi termini nel descrivere la situazione internazionale. «Stiamo attraversando un grande momento di instabilità e squilibri, sia dal punto di vista della sicurezza e della difesa sia dal punto di vista economico», ha affermato. Ha poi ammonito: «Non è il momento di perdere tempo con idee folli, di aprire il vaso di Pandora. Non è il momento per un nuovo imperialismo o un nuovo colonialismo.»
Il presidente francese ha denunciato «un mondo senza regole, dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie», parlando di una «deriva verso l'autocrazia» in cui «il conflitto è diventato la norma».
La questione Groenlandia
Le tensioni internazionali più evidenti a Davos si concentrano sulla Groenlandia. Gli Stati Uniti hanno imposto nuove tariffe con la condizione che rimangano fino a quando la Groenlandia non venga «venduta» agli Stati Uniti. Macron ha risposto con fermezza: «Accettare una sorta di nuovo approccio coloniale non ha senso. E tutti i capi di Stato e di governo e i leader aziendali troppo compiacenti con un tale approccio si assumeranno una grande responsabilità.»
Ha definito queste azioni «fondamentalmente inaccettabili», sottolineando che «vengono utilizzati come strumento di pressione contro la sovranità territoriale». La Francia ha deciso di sostenere la Danimarca: «Abbiamo dovuto prendere una decisione per quanto riguarda la Groenlandia, senza minacciare nessuno ma semplicemente per sostenere un alleato dell'Europa del Nord, ovvero la Danimarca.» Alcuni paesi europei hanno scelto di inviare forze militari in Groenlandia, e Macron ha confermato il «dispiegamento di nostre forze in Groenlandia».
La risposta europea
Il presidente francese ha chiamato l'Europa a reagire con forza. «Preferiamo il rispetto ai bulli, e preferiamo lo Stato di diritto alla brutalità», ha dichiarato, pur riconoscendo che l'Unione Europea «a volte è troppo lenta, certo, e ha bisogno di essere riformata, certo, ma è prevedibile e leale».
Macron ha esortato l'Europa a diventare «molto più forte e più autonoma». «Di fronte alla brutalizzazione del mondo, la Francia e l'Europa devono difendere un multilateralismo efficace perché è utile ai nostri interessi e quelli di tutti coloro che rifiutano di sottomettersi alla legge della forza», ha affermato.
Gli strumenti economici
Sul piano economico, Macron ha chiesto all'Europa di utilizzare le proprie "armi". «L'Europa dispone di armi e deve usarle quando non viene rispettata, quando l'ordine internazionale non viene rispettato», ha dichiarato. Ha sottolineato che «lo strumento anti-coercizione economica rappresenta uno strumento potente e l'Europa non dovrebbe esitare a usarlo».
Il presidente francese ha invitato l'Europa a «imparare a proteggersi», a raggiungere una maggiore «sovranità economica» e a smettere di essere «ingenua». Questo messaggio si estende oltre gli Stati Uniti. Riferendosi alla Cina, Macron ha affermato che «è benvenuta ma deve investire in Europa e trasferire tecnologie, non può solo esportare prodotti finiti che sono stati sussidiati».
Le dichiarazioni di Macron hanno provocato reazioni in tutto il mondo, segnando un momento di forte tensione nei rapporti transatlantici.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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