Giuseppe Conte ha lanciato un durissimo attacco contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il leader del Movimento 5 Stelle l'ha accusata di «servilismo» verso gli Stati Uniti, criticando la sua reazione debole di fronte alle mire di Donald Trump sulla Groenlandia e ai nuovi dazi americani.
La critica è arrivata domenica 18 gennaio su X. Conte ha puntato il dito contro le contraddizioni della Premier, che ha costruito la sua fortuna politica sul sovranismo. Ha scritto: «Dopo aver accettato di tutto, dai dazi che mettono in ginocchio le nostre imprese agli impegni su armi, gas costosissimo e sconti di tasse ai giganti del web, nemmeno di fronte a una minaccia palese sul futuro della Groenlandia Meloni riesce a dire le cose per come stanno davvero.»
Il leader pentastellato ha denunciato l'ambiguità del governo. «Fa l'equilibrista, si arrampica sugli specchi. Con Trump che vuole la Groenlandia è solo una 'incomprensione'. Con i suoi alleati della Lega che esultano per i nuovi dazi di Trump è tutto a posto», ha aggiunto Conte su X.
Le richieste a Meloni
Conte ha chiesto parole chiare e una posizione forte. Ha scritto: «Ma che fine ha fatto il sovranismo su cui Meloni ha costruito la sua fortuna politica? Cosa rimane oggi di tutti quei proclami, di tutte quelle chiacchiere? Dal Presidente del Consiglio italiano io mi aspetto parole chiare e forti per difendere la sovranità della Danimarca e con essa di tutta l'Europa.»
Il leader M5s ha sollecitato una risposta europea unitaria. «Mi aspetto che il governo italiano si unisca con tutti gli altri Paesi europei in una risposta forte e unitaria, che minacci con fermezza i contro-dazi», ha dichiarato. Ha avvertito: «Tutti vogliamo che si abbassino i toni e ci sia dialogo - osserva - ma se li abbassa solo l'Italia e ci mettiamo a fare i 'pontieri' quando gli Usa ci tolgono pezzi di territorio, allora siamo al servilismo più ignominioso.»
La polemica arriva mentre la Lega, alleato di governo di Meloni, celebra i nuovi dazi di Trump. Conte ha evidenziato questa contraddizione come sintomo di una linea politica incoerente con i principi sovranisti proclamati in passato.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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